lunedì 28 agosto 2017

MILANO MODA MAIN

Milano Moda Main è l’innovativo calendario che coordina le aperture degli showroom milanesi per le vendite delle MAIN COLLECTION Uomo, Donna e Bambino con lo scopo di rispondere alle mutevoli richieste del mercato e di un pubblico di operatori internazionali sempre più esigenti. Milano Moda Main raccoglie in un elenco ufficiale gli appuntamenti di esposizione e vendita dei marchi più importanti del prèt-à-porter presentati negli showroom degli stilisti e delle aziende di moda. Due gli appuntamenti annuali: Fall (Gennaio/Febbraio) e Summer (Giugno/Luglio). Supportando Milano Moda Main, Camera Nazionale della Moda Italiana rafforza la leadership, confermando Milano come imprescindibile riferimento mondiale del settore, sia sul piano della creatività e della qualità, che sul piano commerciale e del business. Milano rappresenta infatti una realtà unica a livello internazionale con più di 1.000 showroom (monomarca e multimarca). Un’importante campagna stampa prevede la presenza del calendario di Milano Moda Main sui più diffusi quotidiani italiani e su magazine stranieri, oltre che banner su siti e portali nazionali ed internazionali di informazione. Un’incisiva campagna di online marketing e advertising sui canali YouTube, Google AdWords e Facebook rafforza la comunicazione dell’evento. Sul sito di CNMI un’ampia area è dedicata a questa manifestazione, che si conferma una piattaforma di grande supporto sia per i buyer internazionali che per gli showroom aderenti all’iniziativa. È possibile visitare virtualmente ogni Showroom, visionare in anteprima i lookbook delle collezioni presentate, scaricare le press release e la rassegna stampa.

martedì 8 agosto 2017

X-Men: Apocalisse


Antico Egitto. En Sabah Nur, detto Apocalisse e venerato come un dio, sta per compiere il rito di trasferimento della sua anima nel corpo di un mutante che ha il potere di rigenerare le proprie ferite, ottenendo così l'immortalità, ma un gruppo di ribelli lo imprigiona sotto una piramide. Nel 1983, mentre il mondo è ancora in debito con Raven e il Prof. X per aver salvato il Presidente degli Stati Uniti e Magneto ha provato a rifarsi una vita e una famiglia mantenendo l'anonimato, un gruppo di fanatici risveglia dal suo riposo eterno Apocalisse, più che mai intenzionato a riprendere il posto che gli spetta sul trono del mondo.
Riuscire a rendere nuovamente interessanti e coinvolgenti le vicende dei mutanti Marvel senza tradire le aspettative di un film che sia - perché così deve essere per la "Casa delle Idee", si tratti di Disney o di Fox - più grande, grosso e appagante del precedente. Un compito non semplice per Bryan Singer, che per X-Men: Apocalisse si assume più di un rischio. Come mettere in scena un mutante più potente di tutti gli altri e ricontestualizzare i personaggi noti della saga, schierandoli con o contro di lui, fino a pizzicare il mondo sepolto dell'Antico Egitto, cercando di evitare le trappole da peplum digitale stile Gods of Egypt. Una quantità di cose difficile da contenere in un solo film, spropositatamente dilatato, con una parte conclusiva interamente dedicata al drammatico scontro tra i mutanti, con il destino del mondo come posta in palio. Paradossalmente, è proprio questa battaglia epica attorno a cui tutto dovrebbe ruotare a funzionare meno: troppe le aspettative, troppe le forze centrifughe, fino a rendere impossibile anche per uno stratega degli intrecci come Singer mantenere una coesione generale. La minaccia di Apocalisse, un mutante immortale e più potente di tutti gli altri, non fa mai davvero paura, o ne fa assai meno del Magneto di X-Men 2 o di X-Men - Giorni di un futuro passato, e l'eccellenza tecnologica non si traduce automaticamente in coinvolgimento su più livelli narrativi. Alcuni mutanti restano bidimensionali, mentre la loro dimensione umana è già stata abbondantemente sviscerata, a cominciare da quella di Magneto e della sua odissea infinita, dal lager di Auschwitz in avanti.
Dove X-Men: Apocalisse invece convince è nel tentativo di trovare un gancio con la realtà o con altri media, senza abbandonarsi totalmente al delirio di esplosioni e scomposizioni della materia da über-disaster-movie digitalizzato. Ad esempio, la scelta di Raven/Mystique come oggetto di fandom, idolo invisibile e inarrivabile per masse di teenager mutati e disagiati, è un richiamo diretto al fatto che Jennifer Lawrence sia uno dei pochi volti realmente iconici per le nuove generazioni (e ogni riferimento a Hunger Games è tutt'altro che casuale); e questo elemento, anziché allontanare lo spettatore dall'universo narrativo, finisce per coinvolgerlo maggiormente nel plot. D'altronde, esaurito l'effetto prequel e rimandata a data da destinarsi la riscrittura di un finale che non ha convinto nessuno (X-Men - Conflitto finale), il futuro della saga vive nel suo riavvicinamento con il suo pubblico e con la dimensione adolescenziale (una delle scene più riuscite è quella in cui un timido Scott/Cyclops conosce una giovane Jean). Il futuro è (ancora) nel sociale: vince la connessione (mentale) migliore, perde chi rimane solo.
Più X-men guarda al suo lato di romance e teen movie, sganciandosi dal puro disaster, e più chance avrà di sopravvivere alla malattia da gigantismo che rischia di far collassare il dominio, fin qui incontrastato, dei blockbuster di supereroi.